Eugenio, dopo l’addio di Leila cercò prima di capire, inutilmente, poi si rassegnò convincendosi fosse finita. Dopo una ventina di giorni iniziò a stare meglio, perlomeno non piangeva più così spesso e non si sentiva più così disperato. Si sentiva anestetizzato. Pian piano ricominciava a vivere. Questo almeno fino a quando Leila non ricomparse all’orizzonte. Solo digitalmente, certamente, ma già questo per Eugenio si rivelò una bomba emotiva.
“Perché è ricomparsa, perché ha levato i blocchi, perché viene a leggere la mia pagina su FB? Cos’altro vuole da me?” Queste erano più o meno le domande che Eugenio si faceva, mentre Leila osservava, ma non comunicava nulla. Avrebbe dovuto dire lui qualcosa? E perché mai? Era lei ad averlo prima offeso, per poi chiedere scusa, per poi lasciarlo. Se c’era qualcuno che doveva dire qualcosa, quella era lei.
Questa presenza, oltre a destabilizzarlo, annientò di colpo tutti gli sforzi fatti per cercare di scordare Leila. Si rese conto che lo aveva rimesso su quelle montagne russe. Panico. Doveva pensare, doveva capire, serviva tempo. Allora Eugenio bloccò Leila. Smise di inseguirla sui social e di leggere quanto scrivesse.
Isolato il rumore di fondo, riportata l’emotività entro confini gestibili, lottò parecchi giorni contro una disperazione ritornata a livelli massimi. Ci volle tempo e tanta forza di volontà per non levare i blocchi e scrivere a Leila. Appena la situazione tornò sotto controllo, Eugenio iniziò a ragionare, a pensare razionalmente. Si fece la domanda più importante di tutte: se anche Leila avesse voluto, lui sarebbe ritornato da lei? Si rese conto che lui, Eugenio, era funzionale a Leila, alle sue esigenze, al suo umore. Non c’era un rapporto, non c’era mai stato. C’era Leila che ogni tanto aveva piacere di avere intorno Eugenio, quando non aveva altro di meglio da fare. Come un gatto da prendere in braccio quando si desiderano le fusa, per poi rimettere a terra appena passa la voglia. Ogni tanto le faceva piacere flirtare, sentirsi amata – e vedeva perfettamente quanto Eugenio l’amasse.
C’era però altro che non aveva mai davvero compreso. Ogni volta che sembrava possibile trovare un equilibrio, accadeva qualcosa che riportava tutto al conflitto. Discussioni nate dal nulla, allontanamenti improvvisi, silenzi e assenze, riavvicinamenti inattesi. Una storia che sembrava avere bisogno del dramma per continuare a esistere. Forse era davvero così. Forse era solo il modo in cui lui aveva vissuto quella relazione. In fondo non faceva più differenza. Quello era stato il suo dolore.
Per molto tempo Leila aveva potuto contare su una certezza: Eugenio avrebbe sopportato tutto. E infatti era stato così. Fino all’ultima volta. Perché arriva un momento in cui, per liberarsi da una catena che non si riesce a spezzare, si è disposti perfino a perdere un arto.
Eugenio non ce l’aveva con Leila: era semplicemente quello che aveva vissuto sulla propria pelle. Lei sarebbe cambiata? No, ovviamente. Quindi la domanda che si era fatto inizialmente, se lui sarebbe tornato con Leila, non poteva che avere una risposta: no, anche se continuava ad amarla.
Eugenio non si sarebbe mosso, non sarebbe tornato indietro e nemmeno sarebbe più andato a cercarla o a leggerla, non avrebbe fatto alcun passo verso Leila. Con il passare dei giorni, questa convinzione si rafforzava sempre più.
Adesso poteva anche levare i blocchi dai social, perché non serviva più alcuna difesa. Aveva le idee chiare, era determinato, si sentiva forte dei suoi pensieri. Eugenio si stava rimettendo in piedi.