AUSTRIA, UN PAESE ORDINATO

Sala degli Stemmi, sede del Parlamento Regionale della Carinzia - Klagenfurt

Ogni qual volta torno in Austria, in Carinzia per la precisione, mi sembra di entrare a far parte di un enorme plastico. Tutto è ordinato: strade, case, montagne, prati e mucche. Queste ultime sembrano pure educate, ovviamente pulitissime. Il traffico scorre pacifico e lo stile di guida è piuttosto diverso dal nostro. Basta trovarsi su una statale per rendersi conto che i cartelli dei limiti di velocità non sono solamente decorativi. Queste strade si snodano tortuosamente nelle valli e sono un paradiso per i motociclisti. Il limite è di 110Km, 70Km in molti tratti, 50Km nell’attraversamento degli abitati. Il traffico, come arriva in prossimità di un limite di velocità, si adatta quasi istantaneamente. Per tutta la durata del centro abitato i 50Km vengono mantenuti con una precisione assoluta. Basta rispettare queste regole che viaggiare diventa un piacere, nessuno attaccato al paraurti posteriore, nessuno che sorpassa a destra o sinistra, nessuno che fa slalom. Assenti pure i frequenti italici limiti assurdi, troppo bassi e incongruenti rispetto alla strada che si percorre. Relax assoluto, in un panorama che d’estate è di un verde brillante con le Alpi tutt’attorno.

Viaggiare con il proprio amico a quattro zampe non è mai un problema, né per l’alloggio né per l’accesso ai ristoranti. Addirittura nella Wappensaal im Landhaus (la Sala degli Stemmi, sede del Parlamento Regionale della Carinzia, a Klagenfurt) è possibile entrarvi con il cane. Tutti i giardini pubblici permettono di passeggiare sull’erba e di portarvi l’amico a quattro zampe. Ovunque distributori di sacchetti per raccogliere gli escrementi dell’animale, con il risultato che marciapiedi e giardini sono puliti e raramente si trova qualche spiacevole residuo a terra.

Molti alberghi forniscono senza sovrapprezzo la Karnten Card (acquistabile anche separatamente a partire da 34 Euro/persona). Questa permette l’accesso gratuito a molte attrazioni locali: musei, strade alpine, impianti termali, piscine, parchi acquatici, mezzi di trasporto, parchi zoologici. Un risparmio considerevole che, per una famiglia di quattro persone, può facilmente aggirarsi intorno ai 100euro al giorno. Il sistema è semplice. Le strutture alberghiere versano una quota di pochi Euro a persona per ogni giorno di permanenza del cliente. Questi fondi finiscono in un conto comune e a fine stagione vengono distribuiti in base ad un sistema di punti e numero di visite tra le varie strutture che hanno aderito all’iniziativa. In 10 anni il turismo, precedentemente di nicchia, è esploso. Prima di questo sistema, per esempio, la funicolare panoramica del Kreuzeck era in forte passivo, non riuscendo a fare più di 3.500 persone per stagione, rischiando la chiusura. Ora sfiora le 40.000 presenze e garantisce l’impiego a parecchie persone. Un successo, frutto di una iniziativa privata che non ha gravato di un solo Euro sulle casse pubbliche.

Una forte spinta alla modernizzazione e al rilancio della Carinzia è avvenuto con l’ascesa di Jorg Haider (Governatore di questa regione, scomparso in un incidente automobilistico l’11 ottobre 2008). Vennero rifatte strade, potenziate infrastrutture, effettuati investimenti. Il rovescio della medaglia è stato un forte indebitamento, stimato in 2,7miliardi di Euro ed è attualmente causa di forti preoccupazioni. Nonostante questo e ad un esteso sistema corruttivo emerso dopo la sua morte, molti carinziani valutano tutt’ora positivamente l’operato di Haider. Non lo hanno mai considerato un estremista, ma un difensore delle tradizioni. Certamente fu un abile promotore di sé stesso che non ha esitato a cavalcare anche gli scandali pur di farsi pubblicità.

Una nota pratica per chi volesse visitare questo ordinato, tranquillo e civile Paese. Quando siete a spasso per musei, mostre e monumenti e verso l’ora di pranzo vi viene fame, non cercate ristoranti, birrerie o quant’altro. Potrete tranquillamente entrare in un qualsiasi supermercato, avvicinarvi al banco dei salumi e chiedere vi facciano un panino. La commessa sarà ben felice di prepararvelo con tutto quello che vorrete metterci dentro, cetrioli inclusi. Per il vostro pranzo al sacco spenderete così solo uno o due Euro a persona, risparmiando anche tempo.

Confesso che guardo a questa nazione con invidia, chiedendomi perché anche noi italiani non riusciamo ad avere – almeno in parte – il loro senso civico, analoga organizzazione e pari efficienza. Difficile squadernare le motivazioni che nascono probabilmente da una Storia profondamente diversa. Pure culturalmente il loro Paese è più omogeneo e presenta meno differenze rispetto alla polverizzazione delle molteplici peculiarità italiche. Il senso del bene pubblico è profondamente sentito ed è collegato al forte orgoglio nazionale, cosa da noi praticamente assente. Oltre all’eccellente educazione individuale, ho la sensazione che lo Stato per primo consideri i suoi cittadini delle persone civili e non li subissi di inutili e assurdi divieti, leggi e leggine. Non parte dal principio che tutti rubano o che il codice non verrà rispettato. E se si viene considerati civili e responsabili si tende inevitabilmente a comportarsi come tali.

Share
Questa voce è stata pubblicata in Fatti personali e non e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

13 risposte a AUSTRIA, UN PAESE ORDINATO

  1. Adri scrive:

    Nella conclusione credo ci sia molta verità

  2. Pepperl scrive:

    Volendo essere precisi, tutto SEMBRA ordinato. Infatti anch’io la pensavo così, come credo i triestini cosiddetti “patochi” data la storia della nostra città. Purtroppo la realtà è ben diversa, ahimè. Vivendoci ci si accorge di tantissime cose che altrimenti non si noterebbero affatto. Lei scrive dell’ordine e della pulizia di case, strade, mucche ecc. ecc., il tutto è solo apparente, infatti chi mai direbbe che le immondizie vengono prelevate ogni tre o quattro settimane? Ed in altre zone dell’Austria addirittura ogni sei e ripeto sei settimane con le conseguenze che soprattutto in estate ci possiamo immaginare? Chi si accorgerebbe, se non vivendoci, che sui pianerottoli fa bella mostra di se fuori delle porte degli appartamenti il gran pavese di scarpe? Chi mai potrebbe pensare che dove si trova il wc, che nella maggior parte degli appartamenti è separato dal resto del bagno, non c’è mai un lavandino? E poi dicono degli italiani che sono sporchi! E qui scrive una persona che non è di certo tenera con l’Italia, anzi!
    Viaggiare con il proprio amico a quattro zampe non ERA mai un problema, infatti ora storcono il naso sia negli alberghi che negli appartamenti facendoti il decimo grado sulle abitudini del cane, sull’età, sulla lunghezza del pelo ecc. ecc., addirittura quello che passa per il migliore hotel di Pörtschach non accetta i nostri amici! Passati i tempi in cui i cani andavano dappertutto, morti come il povero nostro Franz! Non parliamo poi dei centri commerciali, vedi Atrio a Villaco e Südpark a Klagenfurt. Per quanto riguarda la Wappensaal non so quando lei ci sia andato o forse con un cagnolino in braccio, ma le assicuro che non si può assolutamnete entrare con il nostro Fido, ho fatto la prova non più tardi di giovedì scorso. Che poi tutti raccolgano gli escrementi è una pura utopia, diventano ogni giorno più maleducati, niente di meglio degli italiani ed i cani, nonostante i cartelli con l’obbligo di guinzaglio, sono eternamente liberi ed infatti il mio, sempre al guinzaglio, è stato aggredito già varie volte e non è di certo un cane che si può definire un chihuahua!
    Jörg Haider e non Heider non è morto in un incidente a causa del suo stato di ebbrezza e della forte velocità ma forse qualcuno ha voluto toglierlo di mezzo viste le sue prese di posizione ben definite ed è stato l’unico sole che la Carinzia abbia mai avuto e mai avrà. Infatti ha modernizzato la regione, incrementato il turismo, organizzato manifestazioni, insomma ha cercato per tutta la sua vita di far progredire quella che è una regione decisamente contadina ma a nulla sono valsi i suoi sforzi, basta vedere dove stanno andando a finire ora. Riguardo l’indebitamento della regione è come se lui avesse la colpa di tutto, gli altri sono innocenti angioletti che non sanno niente…. fossero tanto bravi avrebbero dovuto almeno rimpinguare in parte le casse regionali ma questo non è avvenuto anzi, al contrario, va sempre peggio ed hanno anche tagliato un sacco di incentivi e di progetti tutti a vantaggio dei meno abbienti, ma già Haider, come ho letto su un giornale austriaco, aveva la mania di dare ai poveri! No comment. Gli attuali governanti invece sono impegnati a non farsi mai vedere ed a ristrutturare gli uffici regionali perchè “non possono mica vivere in dei pollai” Uwe Scheuch, vicegovernatore! Per quanto riguarda il sistema corruttivo, tutti si sono affrettati a scrivere della presunta esistenza di conti segreti facenti capo ad Haider ma nessuno ha scritto che la procura del Liechtenstein ne ha smentito l’esistenza e del resto il tutto viene dal settimanale Profil che sappiamo di che tendenza sia. Ed i carinziani, non tutti sia chiaro, hanno solo sfruttato Haider, basta vedere quanto si ricordano di lui ora, ma guai a dirlo, lesa maestà. Dicono che non lo dimenticano, che è sempre nei loro cuori, ma chissà perchè sulla tomba non va mai nessuno e quando qualcuno ci va mai e poi mai facesse una preghiera o almeno un segno della croce e sono tanto pigri che non possono percorrere a piedi qualche centinaio di metri, dato che non si può con la macchina essendo una strada con tanto di divieto ma ormai i cartelli sono per gli altri, e quando sono lì davanti col motore in moto e con le portiere spalancate con la radio a tutto volume dimostrano proprio un bel rispetto per un defunto! Ed i ricordi sono praticamnete tutti lasciati da italiani! Del resto non sono in grado di giudicare il suo operato, più di pascolare pesore o mucche non sono capaci, non sanno neanche la lingua, parlano sempre in dialetto e pretendono da chi viene ad abitare qui che parli il dialetto! Ecco con chi aveva a che fare il povero Jörg!
    Non so che supermercati frequenta lei ma le assicuro che ad esempio in un supermercato di una nota catena le commesse sono quasi sempre rabbiose e con il muso fino a terra, una volta era molto diverso certo, ma ora con queste ragazzotte…., poi volano a destra e manca poggiandosi sui panini miriadi di mosche ed infine con uno o due euro mangia un paninetto e non di certo un paninone con tutto quello che si vuole cetrioli compresi, del resto è anche logico visti i prezzi degli alimentari di qualità che aumentano continuamente.
    Senso civico? Organizzazione? Efficienza? Morti e sepolti come la monarchia! Eccellente educazione individuale? Non mi faccia ridere! Cito una frase del giornalista triestino Rumiz: “prima che succedesse il fatto di Haider e come sono state condotte le indagini, credevo che l’Austria fosse un paese ordinato ed efficiente ma ora mi devo ricredere” ed io aggiungo non è più quel paese ordinato ed efficiente che anch’io avevo conosciuto, ora è solo un paese disordinato e deficiente!

  3. admin scrive:

    Per quanto riguarda Haider (ho corretto, grazie) non fa altro che fornire un’ulteriore conferma sul suo operato politico, complessivamente positivo, che ho avuto modo di riscontrare parlando con la gente del luogo.
    Non credo alle tesi complottiste, invece. Il tasso alcolemico trovato nel sangue di Haider era di 1,8, il limite di velocità in quel tratto di strada era di 70 Km/h, e l’incidente è avvenuto a 150Km/h. Lo considero un banale, anche se terribile, incidente della strada, come ne accadono tanti. Dovuto all’alcol e alla velocità.
    Confermo quanto ho scritto, panini e sala degli stemmi incluso, della quale ho pure delle foto e risalgono a pochi giorni prima di questo mio post. Consideri che la mia impressione non può che essere più superficiale della sua, dato che lei vive lì e che ha quindi modo di osservare le cose con ben altro dettaglio che non il mio distratto occhio di turista.
    Comunque, se questa è la sua idea dell’Austria, mi creda, se la tenga stretta e non si rechi mai in Sicilia, di cui parlo in un paio di articoli prima http://www.visnoviz.org/2010/08/24/italie-diverse/
    Grazie della sua testimonianza.

  4. Adri scrive:

    Pepperl, ovviamente non posso confutare le impressioni di chi vive in Austria, essendo le mie opinioni, come quelle di Paolo, opinioni da turista.
    Confermo però di esser entrata nella Wappensaal il giorno 3/9 , con il mio cane al guinzaglio e di aver incontrato solo commesse e personale in genere gentili…ovunque.
    Curiosità. Le immondizie, nelle due/tre settimane che non vengono raccolte, dove le tengono? Chiedo, perché in giro non ne ho viste.

  5. Pepperl scrive:

    Gentile Adri, da quello che ho capito leggendo altri articoli, lei e l’autore del post parlate dello stesso cane. Che voi mi crediate o no le regole sono queste: non si entra con i cani nei musei, del resto è ovvio, purtroppo! Se poi, per la disattenzione degli addetti o per la loro accondiscendenza siete entrati ugualmente, buon per voi, ma le regole sono regole e questo io non lo chiamo poter andare col cane dappertutto, anche nei musei!
    Riguardo le immondizie per forza che non le vede, qui non abbiamo i cassonetti come in Italia per le strade dove si butta di tutto, ognuno ha i suoi piccoli bottini e li deve tenere o in garage, o in giardino o in cortile o dove vuole dato che non è possibile fare diversamente visto che passano per la raccolta ogni 3 o 4 settimane o addirittura 6 e non 2/3! Noi qui abbiamo il calendario per la raccolta e quando arriva il giorno fatidico bisogna portare il bottino sulla strada altrimenti non lo svuotano! E deve pensare che si fa la raccolta differenziata, Buntglas, Weißglas, alt Papier, Metall, Plastik, Restmüll….. und so weiter!

  6. Pepperl scrive:

    Io mi sono recata varie volte in Sicilia, ed ho trovato disastri ma la diferenza è che lì sappiamo cosa ci aspetta mentre qui siamo convinti di trovare il Paradiso!
    Riguardo ai panini penso che lei abbia comperato le confezioni preparate giornalmente con due panini ed una bibita di Billa al costo di meno di 3 Euro, ma quello non corrisponde all’immagine che se ne può avere leggendo le sue parole!
    Riguardo al povero Jörg, dalle sue righe – 1,8 per mille nel sangue, 150km/h, 142 per la precisione (!) e 70 km/h di limite – deduco che riporta semplicemente quello che dicono i media austriaci e tedeschi, gli stessi che la mattina dell’11 ottobre, nella prima edizione del telegiornale alle 6.05 hanno riportato che Haider aveva fondato il BZÖ nel 2002, mentre anche i sassi sanno che lo ha fondato nel 2005! Anche qui dimostrano una conoscenza approfondita del maggior politico austriaco degli ultimi 30 anni! Le assicuro che, a parte il fatto che non beveva assolutamente, un uomo responsabile come lui, della sua età, nella sua posizione – tutti sanno che se un politico in Austria viene beccato oltre il limite di velocità ha chiuso la sua carriera e lui lo sapeva benissimo avendo sempre i media col fiato sul collo – non va ad ubriacarsi avendo appena avuto un successo simile alle elezioni del 28 settembre precedente ed essendo atteso dall’anziana madre nella Bärental per festeggiare il di lei compleanno il giorno seguente assieme a tutta la famiglia che non si riuniva da anni avendole anche detto che non avrebbe tardato!
    Lei ha la sua opinione ed io non la discuto ma capirà che è alquanto inusuale che un’auto come la Phaeton di due tonnellate e mezza, dotata dei migliori sistemi di sicurezza passiva si riduca a quel modo! Lei sa cos’era in realtà il fantomatico pilone di cemento descritto dai giornali? E la siepe di Thuje? E la scarpata? E l’idrante? Ed i misteriosi buchi sul tetto e sul cofano dell’auto? E le targhe sparite? Ed i pneumatici scoppiati? E l’auto praticamente distrutta proprio sopra il guidatore mentre di solito, uscendo di strada a destra si urta a destra e non a sinistra lasciando il lato del passeggero illeso? Ed i misteriosi segni sullo schienale di guida? Ed all’uscita da una curva? Quale? Ed infine il povero Haider con il braccio sinistro praticamente staccato ed il sangue dov’è andato a finire? Se lo è bevuto anche quello? Ecc. ecc.. Se ha visto Enigma su RaiTre lo scorso anno, avrà sentito degli interrogativi ai quali non è stata data risposta ed anche il citato Rumiz e Carmen Lasorella che hanno detto come le indagini siano state fatte troppo superficialmente, tutto è stato chiuso troppo in fretta. Se vuole leggere un libro molto interessante le consiglio: G. Wisnewski Jörg Haider Unfall, Mord oder Attentat? Kopp Verlag.
    Magari visiti anche la nostra Homepage http://wahrheitfuerhaider.jimdo.com/c'è anche il tragitto fatto da Haider lungo la Rosentalerstraße fino al punto dell’impatto fatale ed è segnato anche come arrivare all’ultima dimora di un uomo unico ed inimitabile.

  7. Pepperl scrive:

    http://wahrheitfuerhaider.jimdo.com/
    mi scusi, c’èra una c’ di troppo!

  8. Adri scrive:

    Pepperl, grazie per le informazioni.

  9. admin scrive:

    Sì, certo, parliamo dello stesso cane. A dir la verità, appunto perché è universalmente noto che con i cani non si entra nei musei, non ci avevamo neppure provato. Sono state le bigliettaie che, avendo visto Adriana e Cindy (il ns. cane) fuori dalla porta mentre io chiedevo le modalità d’ingresso (se potevamo entrare, se fosse accettata la Karnten card, ecc.), a dirci che potevamo entrare anche con il cane. Nel Landmuseum in Museumgasse 2, invece siamo entrati alla biglietteria anche con il cane ed eravamo preparati – come sempre – a visitarlo in due tempi. Uno gira il museo e l’altro attende fuori con il cane. Invece il signore alla biglietteria ci ha detto che, se avessimo voluto, avremmo potuto lasciarlo lì, in ingresso. Ne abbiamo approfittato subito. Non siamo abituati a poter visitare un museo assieme, io e Adriana, potendo commentare quanto si vede. Quando abbiamo finito il giro e siamo ritornati a prendere la nostra Cindy, sull’altro lato della biglietteria c’era un altro cane che attendeva i suoi padroni. Questo è quanto. Non so dirti se siamo particolarmente simpatici noi o lo sia il nostro cane – anzi sono fermamente convinto sia il miglior cane del mondo – di certo il fatto sia un Westie, quindi di piccola taglia, aiuta molto.
    Per quanto riguarda i panini non so quale sia il tuo metro di misura. Noi abbiamo fatto questa esperienza per la prima volta proprio a Klagenfurt, nel piccolo supermercato (Billa?) quasi di fronte al Museum Moderner in Burgasse (dove non siamo entrati con il cane), vedendo alcuni impiegati farsi preparare un panino. Noi abbiamo copiato. Il panino che abbiamo scelto era una specie di rosetta (non saprei definirla diversamente) e ci abbiamo fatto mettere del formaggio e delle fette di una specie di mortadella, ma non era, ovviamente, mortadella. Non so come si chiami.
    Poi abbiamo ripetuto l’esperimento in un supermercato a Gurk, dove invece del formaggio e “mortadella” ci abbiamo fatto mettere una bella fetta di una specie di prosciutto a sezione rettangolare, caldo, che era tenuto in un fornetto. La commessa ci chiese se volessimo dalla senape e un paio di fettine di cetriolo e, avutone conferma, ce li mise. Quelli furono i panini più cari, esattamente 3,18 Euro per entrambi. Pure a Spittal in un Despar del centro commerciale abbiamo fatto eguale, ma non ricordo cosa prendemmo, di certo abbiamo pagato meno di 3 Euro.
    Per quanto riguarda Haider sono piuttosto scettico, ma non sono ben documentato e sicuramente guarderò il sito del quale mi hai linkato l’indirizzo. Devi scusarmi ma sono forse condizionato negativamente dalle varie tesi “complottiste”. Quali non saremmo mai stati sulla luna, oppure che il disastro 9/11 sarebbe frutto non di Al-Qaida, ma di un complotto giudaico e della CIA, ecc.
    Ciao

  10. Pepperl scrive:

    Beh, ma allora se è per il fatto di lasciarlo nell’atrio allora si, è normale qui, non c’è nessun problema, è sempre stato così. Anche a Vienna, ad esempio a Schönbrunn, lo si può lasciare legato al cancello e c’è sempre qualcuno che lo tiene d’occhio. Uguale a Bad Ischl o a Graz o a Salisburgo e ti dirò di più: io ho dovuto subire un intervento d’urgenza ed il mio cane è potuto venire con la mia mamma prima qui a Klagenfurt nell’atrio del reparto senza nessun problema, anzi, non facevano che coccolarlo e devi pensare che il mio Cerbero è un incrocio tra un Irisch Wolf Hund ed uno spinone italiano, è alto 73 cm al garrese, pesa quasi 40 kg ed è lungo dalla punta del naso alla fine della coda 1 m e 40 cm, quindi non proprio trasparente! e poi a Graz dove mi hanno operata è rimasto, sempre con la mia mamma, al piano terra del reparto mentre io ero al primo piano ed il chirurgo è venuto al piano terra per parlare anche con la mamma ed accarezzava il cane! Poi, addirittura, l’infermiera ha detto che se mia mamma voleva stare con me facevano venire un addetto del canile, che fa questo tipo di servizio, per prendere il cane e portarlo per il tempo necessario al ricovero al canile e che se ne sarebbero occupati loro senza nessun problema ma io ho preferito di no, poverino, già l’ho preso abbandonato perchè troppo grande a circa sei mesi al canile di Tolmezzo, proprio non me la sentivo per soli due giorni! Per quello si, bisogna dire che non ti fanno nessun tipo di problema!
    Riguardo ai panini, ho capito si, soltanto che una persona che legge il tuo post potrebbe essere tratta in inganno perchè figurati se a certi ragazzotti famelici basta quel tipo di pasto e poi se non “trincano” muoiono!!! Quei panini vanno bene a voi ed a me, anche se non sempre!!! =)
    Ti capisco si riguardo alle tesi complottiste, ma ti assicuro che in questo caso le cose non tornano assolutamente e se ti può interessare ti posso raccontare un sacco di cose.
    Se capitate da queste parti fatemi sapere, sarò ben contenta di portarvi in posti che magari come turisti non si conoscono tanto!
    Dio muli!

  11. admin scrive:

    Interessante quanto racconti. In Austria veniamo abbastanza spesso, 2/3 volte l’anno, ma poi magari capita che per due anni di fila non ci andiamo proprio. È casuale. Di solito alloggiamo a Danielsberg, luogo estremamente rilassante.
    Causa la vicinanza, l’Austria pensavamo di conoscerla abbastanza bene, ma non è affatto così. Ogni volta che vi ritorniamo ci riserva sempre nuove e gradite sorprese. L’idea di essere “guidati” in angoli significativi e poco noti è molto allettante. La prossima volta che vi ritorneremo ti invieremo una mail, senza impegno alcuno, ovvio.
    Un altro lato positivo di questo Paese è, per chi è fuoristradista, la possibilità di scorrazzare liberamente off-road quasi in ogni dove. In Italia, invece, i divieti sono ovunque.
    Per contro, e lo pensavo soprattutto quando ero più giovane, ho sempre trovato l’Austria sì ordinata, sì pulita, certamente civile, ma… di una noia mortale, soporifera.
    Non mi fa più questo effetto, evidentemente invecchiando cambiano le aspettative.

  12. Pierpaolo POLDRUGO scrive:

    Non capisco quelli che vanno a cercare mete turistiche addirittura in altri continenti quando ad un paio d’ore di macchina si è in Austria ed, in particolare, in Carinzia. Ma che si aspettano di più?
    Conosco la Carinzia da quando Haider forse non era neanche nato ed il turismo non era (anche) un business. Nelle zone di montagna, che prima della diffusione della motorizzazione individuale (inizi della 2a metà del secolo scorso) soffrivano di un isolamento atavico, l’accoglienza verso il forestiero, il cercare di mettersi nei sui panni per farlo sentire maggiormente a suo agio, era un moto spontaneo della cultura locale. L’industrializzazione turistica legata al governatorato Haider ha aggiornato l’offerta, che, però, era già naturalmente ricca.
    Sono caduti i controlli, la Grenzwacht è sparita, ma il confine è rimasto. Basta attraversarlo e tutto acquista un lindore patente, plateale, smaccato. Certamente non avendo i miei soggiorni mai superato la durata di 2 settimane non sono mai riuscito a superare un orizzonte strettamente turistico.
    Solo una volta, trovandomi nel caso di ricorrere al medico, mi sono reso conto che a viverci le cose potrebbero non essere così idilliache. Non male, certamente, ma anche l’Italia ha di che offrire. Non che avessi un vero bisogno, dato che le tonsilliti, se si mantiene opportuno riposo, passano anche da sole dopo una settimana. Ma come lavoratore dipendente non ero obbligato a consumarmi una delle mie due settimane annuali di ferie in condizioni di malattia, pensai di andare dal medico mutualista della vallata per farmi certificare le mie condizioni fisiche alterate. Poi avrei convertito la settimana di assenza originariamente per “ferie” in una settimana per “malattia”. Il medico mi prescrisse antibiotici in dosi enormi, mai viste, ed un antipiretico. Quando azzardai a chiedere quanto mi prescriveva di riposo a letto mi spiegò che non era necessario. L’antibiotico mi metteva al riparo da qualsiasi conseguenza presente e futura che i microbi potevano causarmi, mentre l’altro specifico mi metteva in grado di tornare a lavorare da subito.
    A questo punto ho apprezzato la forte selettività del curriculum universitario austriaco. Il medico della vallata montana dimostrò intelligenza e cultura più che sufficienti per mettere perfettamente a fuoco il mio disagio. E così mi spiegò che il suo compito non era quello di realizzare un diritto costituzionale alla salute. Egli era un medico convenzionato con più compagnie di assicurazione (dette Kasse), che secondo i dettami della legge austriaca vigente assicuravano un preciso bene dell’assicurato consistente non nella “salute”, ma nella “capacità di lavorare”. Quindi la sua azione non era volta a restituirmi il mio naturale stato di benessere fisico e psichico, ma era volta a rimettermi nelle condizioni di riprendere quanto prima il lavoro, cosa che riteneva aver fatto al massimo delle sua scienza e coscienza professionale.
    Ho capito ed apprezzato il sistema italiano dove in casi analoghi il medico invece di caricarmi di antibiotici mi dava un’aspirina con un diverso nome commerciale e mi raccomandava di starmene una settimana a letto lasciando che l’organismo producesse i propri naturali anticorpi. La febbre non andava contrastata perché era il sintomo fisiologico che l’organismo stava difendendosi egregiamente da solo dall’attacco microbico, mentre l’assenza pagata da lavoro era altrettanto fisiologica, non essendo altro che una restituzione (parziale) di quanto da me già sistematicamente anticipato con trattenuta dallo stipendio fin da quando avevo cominciato a lavorare come dipendente.

  13. admin scrive:

    Pierpaolo, parli di non comprendere cosa spinga le persone addirittura in altri continenti, quando con solo un paio d’ore d’automobile si può essere in Austria. Dimentichi però il “viaggio”, diverso per aspettative e motivazioni dal concetto di “vacanza” tout court. L’Austria, come avevo forse già scritto, pur riconoscendole tantissime qualità, la trovo noiosa. Per dei giovani (ed io più non lo sono) immagino possa essere attraente solo Vienna o le affollate piste da sci invernali. Per il resto credo possa essere considerata soporifera. Personalmente ho ancora altre aspettative e curiosità. Non vedo l’ora di ritornare nel Sahara, attendo con impazienza si stabilizzino alcune situazioni politiche per poter finalmente vedere il Ténéré, ma mi accontenterei di ritornare anche solo nel Morzuq. E’ stata un’esperienza incredibile e meravigliosa andare ad Ulanbaatar, in Mongolia, con delle piccole Panda. Vedendo così il mutare di luoghi, popoli, culture. 40 giorni, 12 Paesi, 2 continenti, 7 fusi orari e quasi 22.000 Km. Un’ esperienza unica. Un viaggio, non una vacanza (http://www.triestemongolia.com). Poi, per rilassarsi sì, vero, come l’Austria pochi luoghi.

    Interessante quanto racconti del differente approccio alla cultura medica austriaca, rispetto alla nostra. Certo ne avessimo un po’ anche noi di questa mentalità, mica sarebbe un danno. Penso allo stuolo di finti invalidi pensionati, o a medici della mutua che chiedono con naturalezza al paziente, senza neanche visitarlo: “Quanti giorni le servono?”

Lascia un commento